Graffiti Writing. Origini, significati, tecniche e protagonisti in Italia

02 — Le radici del movimento

New York

La metropolitana di New York

I primi Settanta

La fine dei Settanta: Le fondamenta dello stile

Dall’underground alle gallerie

Il buff system

“There was once a time
when the Lexington was a beautiful line
when children of the ghetto expressed
with art, not with crime. But then as
evolution past, the transit buffing did its
blast. And now the trains look like rusted
trash. Now we wonder if graffiti will
EVER LAST…????????”
(da un pezzo di Lee, 1980)

Europa

“Penso che i writer della scuola parigina dei primi anni ottanta abbiano ricoperto un ruolo di guida fondamentale per tutti quei giovani writer europei che fino a quel momento vedevano nella scuola di NY l’unica fonte da cui attingere per i loro primi esperimenti sui muri.

Artisti come Bando, Mode 2, Skii, Lokiss, mostrarono a molti di noi che era possibile creare nuovi paradigmi creativi, e diventare così padroni di uno stile unico e riconoscibile.” Rendo

Lokiss, storica hall of fame di Stalingrad, Parigi 1986
Won, Monaco 1988

Italia

KayOne, Milano 1989
ZeroT e Dayaki, Bologna 1989
Napal, Roma 1988
Hall of fame della Martesana, Milano 1993
Rendo, Milano 1990
Kaosone, Milano 1989
Rendo di fronte a un suo pezzo, Milano 1989
Sky4, Milano 1992
Sharp, Milano 1997 (?)

Più il pezzo è semplice e leggibile più mi piace.

È facile attaccare 6 frecce ad una lettera, più complicato a mio avviso fare un lavoro di sottrazione, semplificare lo stampatello in maniera stilosa, bella e nuova.

Non ho mai creduto che i “graffiti” dovessero uniformarsi o corrispondere per forza al wildstyle. Hekto

Nitro vs Muko, Milano 1995

CEO @gummyindustries, Co-founder @TalentGarden, ex-Expo, digital business designer. https://www.gummyindustries.com/clickthisweek

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