Comunicare il digital divide attraverso gli occhi degli studenti

Alessandro Mininno
4 min readMar 27, 2020

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MEET è il centro per la cultura digitale fondato a Milano da Maria Grazia Mattei. Il centro (che non ha ancora aperto i battenti) svolge molteplici attività: parla di digital divide, ospita talk di livello internazionale, organizza eventi. Da poco, MEET è anche impegnato in attività didattica: cura il Corso per Digital Curator, che forma figure esperte di web, digitale e storytelling.

A Fabrizio, Michele e a me è toccato il compito di costruire un laboratorio di digital strategy all’interno di questo percorso accademico. Insieme a MEET abbiamo scelto un approccio hands on, chiedendo agli studenti di sviluppare dei progetti reali che parlassero dei temi di cui l’istituzione si occupa ogni giorno.

Cosa significa parlare di digitale, di intelligenza artificiale, di dati, di privacy a Milano (e più precisamente a Porta Venezia) nel 2020? Nella metropoli lombarda iperconnessa il problema non è certo l’accesso alla banda larga o al web: si tratta piuttosto di riflettere su come gli strumenti digitali abbiano cambiato la vita di tutte le fasce di popolazione, dalle più giovani alle più adulte.

Perché abbiamo deciso di farlo con dei progetti reali? Spesso i corsi accademici sono ricchi di teoria ma molto poco collegati alla realtà. Noi non siamo accademici ma professionisti: la nostra capacità è quella di stimolare e supportare un team di lavoro nella realizzazione di un progetto concreto (proprio come facciamo tutti i giorni da Gummy). Proponendo agli studenti di realizzare un progetto vero, quello che li spingiamo a fare è proprio quello che si fa in agenzia: trovare idee, presentarle al cliente e, spesso, raccogliere obiezioni e rifiuti. Ripartire da zero, trovare altre idee, riproporle al cliente. Provare a realizzarle, con tutti i limiti del caso, sperando che il cliente non cambi idea nel frattempo.

Gli studenti hanno risposto bene a questa sfida, con i progetti che vedrete di seguito: hanno affrontato le nostre critiche, i vincoli posti da MEET e sono riusciti a mettere a terra dieci progetti sensati.

Quanto sirena sei da 1 a 10?

Quanto nuoti sicura nel mare digitale? Questo imperdibile test della personalità in realtà è un trucco per portare l’attenzione sulla fiducia nel digitale e sulla digital literacy. Provare per credere.

http://www.buildquizzes.com/QNHXFW7

https://www.instagram.com/quanto_sei_sirena/?hl=it

CONFESSIONI DIGITALI

Un profilo Instagram per raccontare i segreti delle nostre vite online.

https://www.instagram.com/confessionidigitali/

Avete vissuto anche voi esperienze digitali molto intime che non avete ancora raccontato a nessuno? Sareste disposto ad aprirvi con noi per vederle pubblicate sui social e leggere le reazioni degli utenti? O avreste troppa paura di essere scoperti? “Confessioni digitali” indaga i confini tra pubblico e privato all’epoca dei social.

The Right Coin

www.therightcoin.altervista.org

“Una tua foto in cambio di una moneta di cioccolato, e poi? Diventa nostra e ne facciamo quello che vogliamo”

Abbiamo chiesto ai passanti di scambiare una delle fotografie sul loro telefono con una moneta di cioccolato, salvo poi comunicargli che… ci avevano ceduto tutti i diritti di utilizzo su quell’immagine. Quanto vale una fotografia?

Digital Divide: Anziani VS Giovani

Il divario digitale esiste solo fra generazioni molto distanti fra loro o anche fra generazioni più vicine? Abbiamo chiesto a 4 anziani e 4 giovani di usare il cellulare

MI TUTELO

Il tuo sguardo è sempre puntato sul tuo computer o sul tuo cellulare. E se quello di qualcun altro fosse puntato su di te?

Dance Onlife

Esiste un confine tra reale e virtuale? Scopriamolo ballando! Il progetto #dancewithMEET ha messo in scena una performance di danza e chiesto ai passanti di reagire come se fossero sui social, chiedendo di inserire un reaction… in una scatola.

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